Gay & Bisex
Un pomeriggio all'improvviso 3 "la trasferta"
Marciotto
26.05.2026 |
1.136 |
5
"Salvo era lì, addormentato accanto a lui, con un braccio ancora poggiato sul suo fianco nudo..."
Prologo:
Tutto era iniziato nel silenzio afoso di un pomeriggio estivo in un ufficio comunale di Palermo. Tra scartoffie e pratiche catastali, la vicinanza fisica tra Marco e Salvo era esplosa in un'attrazione incontrollabile, consumata con foga sopra la scrivania. Quel primo rapporto travolgente aveva cambiato tutto per sempre. Il desiderio, tutt'altro che estinto, li aveva spinti l'indomani tra le mura discrete di un B&B del centro storico, dove la finzione era crollata: un incontro selvaggio, fatto di morsi, spinte profonde e brutali a pancia in giù, e un orgasmo simultaneo e violento che li aveva lasciati esausti, uniti dal sudore e dalla consapevolezza di aver trovato il loro rifugio segreto.
La Trasferta a Catania: Passione e Sentimento
Ma quel rifugio, ben presto, non bastò più. Quella che era iniziata come una pura e animalesca passione fisica si era trasformata, giorno dopo giorno, in un innamoramento profondo e viscerale. Marco e Salvo non riuscivano più a stare lontani, e il bisogno di viversi senza fretta, di passare una notte intera insieme e, soprattutto, di svegliarsi l'uno accanto all'altro, era diventato un'ossessione.
Per farlo, inventarono una scusa perfetta con le rispettive mogli: una trasferta di lavoro infrasettimanale a Catania per un corso di aggiornamento intercomunale.
Una Notte Senza Confini
Arrivati a Catania, l'albergo scelto offriva una camera moderna a pochi passi da Via Etnea. Non appena chiusero la porta della stanza, la fame accumulata durante il viaggio esplose. Non c'erano più i tempi stretti dell'ufficio o l'ansia del B&B palermitano; c'era solo la voglia disperata di possedersi.
Salvo non perse tempo: spinse Marco contro il letto, strappandogli i vestiti di dosso con una foga cieca. Marco, a sua volta, afferrò i pantaloni di Salvo, tirandoli giù insieme alle mutande e liberando quel cazzo già duro e pulsante che conosceva fin troppo bene. Si cercarono con la bocca in un bacio bagnato, profondo, mentre le mani esploravano la pelle sudata per il calore della stanza. I baci furono lunghi e profondi.
Marco si sdraiò a pancia in su e Salvo gli prese il cazzo in bocca; con la mano lo masturbava e con la lingua lo leccava, per poi mettersi in posizione per un 69. La passione con cui si succhiavano il cazzo era frenetica; poi, aprendo le gambe spontaneamente, con gli occhi lucidi d'amore e di lussuria, Marco guidò Salvo, che si mise in ginocchio tra le sue cosce. Senza un briciolo di esitazione, Salvo spalmò la propria saliva sul membro e sull'entrata già tesa di Marco, poi si protese in avanti e spinse dentro di lui in un colpo solo, profondo e secco.
Marco cacciò un gemito soffocato contro le labbra di Salvo, inarcando la schiena mentre il cazzo del collega lo riempiva completamente, penetrando fino in fondo al suo bacino.
Salvo iniziò a pompare con spinte selvagge e ritmiche. Il rumore viscido dei loro corpi che si sbattevano l'uno contro l'altro riempiva il silenzio della notte catanese. Ogni affondo era un misto di brutale piacere e di una tenerezza nuova, disperata. Salvo lo afferrava per i fianchi, lasciando i segni delle dita sulla carne, mentre Marco stringeva le lenzuola, muovendo il culo incontro a ogni colpo per farsi fottere ancora più a fondo. Marco posizionò le gambe sulle spalle di Salvo per agevolare la penetrazione...
"Salvo... sei mio, cazzo... spingi dentro tutto," ansimava Marco, ormai completamente sopraffatto.
Cambiando posizione con la complicità di chi ormai conosce ogni millimetro dell'altro, Salvo lo girò di spalle, mettendolo a pecora. Lo afferrò per i fianchi e, da dietro, la penetrazione fu ancora più brutale e profonda. Le spinte diventarono frenetiche, bagnate dal sudore che colava dai loro petti. Salvo accelerò il ritmo, pompando senza sosta, mentre con la mano destra si allungava sotto la pancia di Marco, stringendogli il cazzo e masturbandolo con forza.
L'orgasmo li colse insieme, come una scossa elettrica che svuotò le viscere. Con un'ultima serie di spinte violentissime e disperate, Salvo venne dentro di lui inondandolo con un gemito rauco, mentre Marco, nello stesso istante, spruzzò il proprio seme caldo sul letto, ormai ricco degli umori dei due uomini. Poco dopo, i due amanti si addormentarono l'uno abbracciato all'altro.
Il Risveglio
L'indomani mattina, la luce dell'alba siciliana filtrò delicatamente attraverso le fessure delle tapparelle, illuminando la stanza d'albergo. Per la prima volta, non c'erano vestiti da rimettersi in fretta o sguardi complici ma timorosi nei corridoi del Comune.
Marco aprì gli occhi e si voltò su un fianco. Salvo era lì, addormentato accanto a lui, con un braccio ancora poggiato sul suo fianco nudo. L'odore del loro sesso, del sudore della notte e del seme era ancora intenso tra le lenzuola sfatte. Lo guardò attentamente e vide una splendida erezione mattutina; non resistette e gli mise in bocca il cazzo con delicatezza.
Sentendo il movimento, Salvo aprì gli occhi. Non ci fu imbarazzo, ma solo il calore di un sorriso pieno e consapevole. Si tese in avanti, catturando le labbra di Marco – che lasciò momentaneamente la cappella – per un bacio lento, morbido, che sapeva ancora di loro. Le loro dita si intrecciarono sopra il lenzuolo macchiato, mentre i corpi nudi si stringevano di nuovo, forti di un amore che non era più solo carne, ma la promessa di una vita intera da inventare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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